SEMPLICE COME IL GESTO DI KHABY

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SEMPLICE COME IL GESTO DI KHABY

SEMPLICE COME IL GESTO DI KHABY

Nel corso della storia dell’umanità sono sempre esistiti vari modi per diventare famosi e di successo.

Al tempo dei grandi condottieri e delle battaglie per la supremazia, conquistare un impero o combattere per esso erano strategie che ha reso immortali nomi come Annibale, Tamerlano, Napoleone Bonaparte. Che dire in aggiunta delle opere d’arte e letterarie?

I meravigliosi quasi di Caravaggio, le sculture del Bernini, i poemi epici del Tasso o dell’Ariosto, per non parlare delle tragedie di William Shakespeare hanno eternato non soltanto le fisionomie o i caratteri dei loro oggetti narrativi, ma anche le figure dei loro immortali autori.

Tuttavia gli esempi citati precedentemente hanno tutti una caratteristica comune: l’eccezionalità.

Sono tutti personaggi che hanno avuto possibilità e mezzi irripetibili, situazioni al limite della predestinazione, oppure capacità al di fuori di ogni paragone.

Quanti altri Leonardo da Vinci potranno nascere al mondo? Quanti Andy Wharol sovvertiranno le dinamiche della pop art nel prossimo futuro? Il genio è sempre più raro ed il talento non si vende al supermercato … ma rispetto ai recenti trascorsi, l’uomo contemporaneo ha mezzi a sua disposizione che gli antenati potevano soltanto sognare: i social.

Quasi tutti gratuiti, liberi, con un bacino d’utenza che supera il miliardo, sono una vetrina gigantesca per chiunque voglia mettere in mostra se stesso e i propri talenti, senza sottostare ad obblighi, imposizioni o regole altrui: dai post principalmente scritti di Facebook alle immagini di Instagram e i video di Tik Tok, si è liberi di comunicarsi al mondo come meglio si crede.

Ma tra gli strumenti che i social ci offrono, quale si mostra più utile per raggiungere l’obbiettivo di spiccare e interessare agli altri? Ovviamente … il VIDEO!

La storia di Khaby Lame da questo punto di vista è molto istruttiva: chi non ha mai sentito parlare della star di Tik Tok? Quello che forse non sapete è come sia arrivato ai suoi vertici di popolarità.

Il buon Khaby partiva da basi decisamente non eccelse: case popolari, disoccupazione, era persino privo della cittadinanza. Chiuso in casa durante il lockdown provocato dal Covid19, ha deciso di passare il tempo pubblicando video sulla piattaforma Tik Tok, caratterizzata proprio da questo: video! Non foto, non articoli: solo e soltanto video!

Khaby, nonostante non avesse alle spalle alcun tipo di preparazione sulle strategie comunicative e non fosse sostenuto da alcuna agenzia di marketing, ha capito più lui del funzionamento della piattaforma di tutti gli altri tiktokers messi insieme, diventando nel giro di un anno il secondo più seguito al mondo, con una fanbase di 128 milioni di followers.

Ma come ha fatto a raggiungere un simile successo? Forse danza con la competenza della top tiktoker, Charli D’Amelio, un tempo ballerina professionista? Ha delle attitudini musicali come Bella Poarch? Ha forse le capacità illusionistiche di un Zach King?

Niente di tutto questo: Khaby semplicemente sceglie la strada comoda.

Lascia che siano gli altri a fare video difficili, complicati, astrusi, per poi confrontarli con i suoi e dimostrare così che le azioni roboanti da loro compiute sono totalmente superflue.

Qualcuno entra in casa arrampicandosi sul muro liscio come vetro per raggiungere la finestra? Khaby apre la porta d’ingresso con la chiave e con un gesto delle mani ormai famosissimo, evidenzia quanto sia stato semplice. Semplice … come il suo successo, basato tutto sul video.

Dietro un’apparente banalità, il tktoker ha dimostrato astuzia e intelligenza: la sua è una comicità visiva, intercambiabile, adattabile a tutto.

Crea un contrasto tra immagini spettacolari e sceniche, originali e spettacolari, che se prese da sole sarebbero degne di vivissima approvazione.

Ma subito dopo appare lui e con il suo gesto, rende quello che si è visto prima come assolutamente assurdo e inutile: con la sua comicità, in realtà impone una chiave di lettura al reale.

Una simile strategia commerciale è stata usata anche nelle pubblicità degli smartphone: ricorderete sicuramente quel commercial in cui un ragazzo camminava a passo saltato nella metà dell’inquadratura con scritto sopra la sua testa “Normale telefono” per poi passare a compiere un salto mortale nella seconda porzione sotto il titolo “Iphone nuovo modello”.

Questa è una pubblicità che rovescia la strategia comunicativa di Lame: il “semplice” viene mostrato prima del “difficile” creando appunto un messaggio rovesciato. In questo caso è il più complesso ad essere presentato come il migliore.

Che cosa ci insegna quindi il successo fulmineo ed improvviso (se “duraturo” è troppo presto per dirlo) di Khaby? Che dei video mirati, costruiti intelligentemente per veicolare un messaggio preciso, possono conferire a una persona un successo senza precedenti se utilizzano il giusto supporto.

Come avete notato con l’esempio Apple, sono le stesse aziende top a seguire una simile strategia … quindi che cosa aspettate? Se lo fanno i migliori, perché non seguite anche voi la loro strada?

Un video forse non vi porterà a raggiungere la fama di Khaby, ma sicuramente vi farà spiccare tra la concorrenza del vostro settore … e Playstop Video è proprio qui per aiutarvi a raggiungere i vostri obbiettivi.


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Paolo: info@playstopvideo.it

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