“UN VIDEO VALE PIU’ DI MILLE PAROLE”

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“UN VIDEO VALE PIU’ DI MILLE PAROLE”

“UN VIDEO VALE PIU’ DI MILLE PAROLE”

“UN VIDEO VALE PIU’ DI MILLE PAROLE”





Nel corso dei millenni, la società umana si è evoluta incessantemente … e con lei l’arte della vendita: ha avuto origine all’aurora della civiltà, con le transazioni dei mercanti nella piccola piazza di un villaggio, attraversando i corridoi pieni di carte e contratti dell’affollata Borsa ottocentesca, per giungere fino ad oggi al mercato potenzialmente infinito del Word Wide Web.

Il venditore ha dovuto rivedere le sue skills in funzione della nuova dimensione dell’economia e del pubblico potenziale: le transazioni d’affari, un tempo improntate sull’arte affabulatoria e sul carisma istantaneo nei confronti di un acquirente fisico, ora sono sempre più spesso basate su di un’interazione “digitale”. D’altro canto, se questa è di certo più impersonale e indiretta dell’approccio tradizionale, non si presenta certo come più facile: mai come oggi è diventato fondamentale essere in grado di distinguersi dalla concorrenza per posizionarsi al vertice, aumentando prestigio del proprio business e incrementando le vendite. In questo quadro in continua mutazione, la forma espressiva più utilizzata dalle campagne pubblicitarie contemporanee è diventata il video: sia che si tratti di una breve ads skippabile (ma difficile da ignorare) su Youtube piuttosto che di uno spot trasmesso in televisione nell’intervallo della finale di Champions League, il video gode di un impatto e di una riconoscibilità molto superiore alla comunicazione tradizionale su carta.

Dopo tutto, se è vero il detto che un’immagine vale più di mille parole, un video ben realizzato (con il suo apparato di suoni, riprese ed effetti) vale certamente più di mille immagini per trasmettere emozioni. Senza contare che la sua stessa presenza sulle piattaforme social (quasi sempre a tempo indeterminato) lo rende un valido aiuto che non conosce tregua, orari, limiti di spazio e di tempo: ogni giorno può essere visionato da chiunque, in qualsiasi momento, in tutto il mondo, ponendo le basi per la vendita dei propri prodotti. Inoltre si presenta come un ottimo e immediato biglietto da visita anche per i videomaker, che possono così mostrare a potenziali clienti i propri lavori precedenti o riportare persino una raccolta di testimonianze dei riscontri positivi.

Tuttavia, può rivelarsi anche un’arma a doppio taglio se non affidato a un team creativo professionale: agli albori del mercato infatti bastava realizzare un semplice spot pubblicitario alla bell’e meglio per attirare l’attenzione, mentre oggi l’evoluto bacino d’utenza degli acquirenti non si accontenta facilmente. Al cosiddetto pubblico latente, che non cerca attivamente un prodotto a cui potrebbe anche essere potenzialmente interessato, si è infatti aggiunto il pubblico consapevole, che non soltanto si muove per trovare ciò che desidera, ma è anche molto preparato e competente sulla qualità del prodotto che vuole comprare.

Al mutamento della richiesta non sempre è seguito un paritario adattamento dell’offerta: molti imprenditori faticano ancor oggi a destreggiarsi nel mondo dei video d’advertising, per non dire di come ad alcuni di loro sfugga totalmente l’idea stessa di sfruttare a proprio vantaggio un così valido strumento.

È vero infatti che la diffusione delle videocamere e degli smartphone abbia indirettamente trasformato chiunque in un potenziale cineasta o documentarista, creando l’opinione che sia quasi alla portata di tutti realizzare un prodotto di qualità. Purtroppo non è così: semplicemente, oggi il mercato si è saturato di video, ma il cui valore è spesso molto basso. Se infatti le videocamere sono ormai comuni, il loro abile utilizzo non lo è altrettanto: anche se chiunque può scattare una foto a una donna con uno scialle, di certo non tutti sono in grado di farlo come Steve McCurry.

Perché per i video dovrebbe essere diverso? Tuttavia, desiderando risparmiare senza restare fuori mercato, le piccole aziende spesso fanno ricorso a team amatoriali: questi, molto economici e disponibili a lavorare per compensi effettivamente molto competitivi, per poter rientrare nei costi devono tagliare sulla qualità dell’attrezzatura e della post produzione. Il risultato? La creazione di video a basso costo che invece di funzionare come pubblicità positiva, diventano di fatto dei peggiorativi del prodotto, che sembra brutto e sciatto tanto quanto i colori e le immagini delle riprese in cui compare.

Ancora peggio può essere l’assenza di contenuto e di un piano strutturato: non si contano esempi di video privi di un filo logico, ridotti a un mero susseguirsi perenne di scene ed eventi senza soluzione di continuità, che non riescono a trasmettere nessun messaggio allo spettatore se non la totale confusione. Quando invece sia la qualità che il contenuto si presentano di buon livello, può verificarsi invece un’ulteriore mancanza: quella della pianificazione.

In quel caso i video prodotti sembrano totalmente isolati, fuori contesto e senza un vero piano crescente di marketing, riducendosi a meri teaser a pioggia di prodotti che non riescono a creare un’immagine positiva e vincente dell’azienda. La colpa spesso è anche di quest’ultima, che a volte invece di discutere in maniera costruttiva col team creativo e accettare dei suggerimenti, finisce per imporre una linea basata su convinzioni ormai superate per prodotti fuori mercato.

Un buon video, realizzato invece con qualità, esperienza e approccio sempre focalizzato sull’obiettivo, può portare ottimi risultati di marketing.

Per essere tale, l’advertise deve presentare un contenuto coerente ed efficace, rivolgendosi anche al giusto pubblico con una strategia pensata per evidenziare le potenzialità del prodotto, differenziandolo dagli altri competitors. Anche il cliente più informato e consapevole può così riscontrare rapidamente nella sua visione tutte le risposte alle ataviche domande: “Perché dovrei scegliere quest’azienda, che cos’ha di diverso dalle altre il suo prodotto o servizio?”

Senza contare che, dato l’evidente ritardo con cui molte realtà imprenditoriali stanno aggiornando i loro approcci pubblicitari, i competitors più scaltri e già organizzati possono sfruttare questo buco comunicativo per guadagnare una fascia più grande di mercato.

Ad ottenere successo nel nuovo mondo della tecnologia e dei social è infatti il più smart e veloce a cogliere le nuove correnti e a metterle in scena a suo vantaggio: a palesare la necessità di queste abilità è la trasformazione di figure pubbliche in vere e proprie icone commerciali.

Infatti, se come precedentemente detto la vendita diretta sta venendo sempre meno, è immutata la presa sul pubblico di una figura rassicurante e competente: basti pensare alle pubblicità televisive in cui compaiono Giovanni Rana o Ennio Doris a decantare le qualità dei loro servizi, “mettendoci la faccia” e diventando a tutti gli effetti delle figure estremamente popolari.

Presentandosi in maniera positiva, colloquiale e soprattutto “visiva”, diventano figure affidabili, quasi “di casa”, rendendo quindi più riconoscibili e gradite le loro aziende rispetto a quelle dei competitors, che nel confronto risultano impersonali e prive di altrettanta copertura mediatica.

Ricapitolando, il successo di un video pubblicitario è dato da molti fattori: qualità tecnica, contenuto stimolante ed efficace, un preciso piano di gestione della strategia social e costruita a puntino sul pubblico di riferimento, attraverso anche una figura facilmente identificabile.

Decisamente non è qualcosa che ci si possa improvvisare … ma niente paura, per questo potete usufruire della professionalità e della serietà di PLAYSTOPVIDEO!

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